
L’azienda: “Consumo di suolo dimezzato e, alla fine, ci saranno più alberi”
REGGIO EMILIA – “Un progetto che porterà numerosi benefici alla comunità, tra cui la creazione di nuovi spazi pubblici multifunzionali, la riqualificazione di aree dismesse e l’implementazione di infrastrutture sostenibili”. Così Ivano Ferrarini, amministratore delegato di Conad Centro Nord, commenta il discusso progetto per la riqualificazione dell’area di via Emilia Ospizio a Reggio Emilia che prevede, al posto del bosco urbano esistente, un punto vendita della catena, negozi, la nuova biblioteca di quartiere, il polo sociale territoriale e la casa di comunità.
“Abbiamo sempre mantenuto un dialogo costruttivo con le istituzioni della città e continueremo a farlo, con l’obiettivo di contribuire al benessere e allo sviluppo del territorio”, aggiunge Ferrarini. Il piano urbanistico era finito nei mesi scorsi al centro di polemiche per l’opposizione alla sua realizzazione di un agguerrito comitato per la tutela dell’area verde. I cittadini, ascoltati una prima volta in un Consiglio comunale aperto, avevano poi raccolto le firme ed erano tornati in sala del Tricolore con una mozione popolare. Un documento superato pochi giorni prima della discussione dalla firma della convenzione attuativa dei lavori tra Conad e Comune, in forza di una sentenza del Consiglio di Stato su un caso analogo di diritti urbanistici acquisiti.
Per quanto riguarda gli alberi abbattuti, i progettisti fanno però notare che “da un rilievo esecutivo ad inizio 2025 si contano 319 alberi, un centinaio dei quali presentano condizioni da approfondire con il consorzio fitosanitario per segni patologici e di instabilità al suolo”. Inoltre “grazie al progetto l’area risulterà con 492 alberi, 173 in più rispetto alla situazione attuale”. Infine, garantisce Conad, “verranno piantati altri 760 alberi nei parchi pubblici adiacenti per un totale di 933 nuovi alberi in più a pronto effetto ovvero ad alto fusto”.
Anche le critiche sul consumo di suolo, sollevate pure nella maggioranza di governo della città, non hanno per Conad motivo di essere. L’azienda sottolinea infatti che il piano originario del 2007 (bloccato per anni dalla crisi dell’edilizia del 2012) “prevedeva torri residenziali, uffici e servizi commerciali per 20.683 metri quadri fuori terra, con edifici a 11 piani e due livelli interrati”. Il piano attuale, invece, “riduce le volumetrie del 50%, con 12.960 metri quadri complessivi, di cui 3.500 destinati alla vendita, senza alcun consumo aggiuntivo di suolo nella città”.