Il Mercato “Eat&Meet” è stato venduto a un euro

E’ il prezzo che i reggiani di Rei hanno pagato ai portoghesi di Sonae Sierra per le loro quote. Il mistero degli accordi fra le parti
REGGIO EMILIA – Sierra developments holding ha ceduto la sua quota dell’80% de La Galleria srl a Rei srl, che valeva 96mila euro, per un euro. In sostanza la controllata olandese della portoghese Sonae Sierra ha venduto a un prezzo simbolico la quota che le consentiva di controllare il Mercato Eat & Meet all’interno dell’ex Mercato coperto al proprio socio, Rei, che ora ha il 100% della proprietà.
L’atto di cessione della quota, secondo un documento di cui Reggio Sera ha preso visione, è stato firmato il 7 febbraio scorso. Il prezzo è stato versato con bonifico bancario sul conto corrente del venditore aperto con Bnp Paribas Nl.
La parte probabilmente più interessante e misteriosa di questo accordo, tuttavia, è quella che si legge all’articolo 5 che recita: “Per patto espresso restano fermi gli ulteriori accordi intercorsi in precedenza tra le parti non modificati dal presente atto che, pertanto, non ha effetto novativo degli stessi”. Quali siano questi accordi, dall’atto di cessione non risulta.
Quel che è certo è che, seppure al prezzo di un euro, gli ex dipendenti di Coopsette, capitanati dall’ex sindaco di Campegine, Daniele Menozzi, ora proprietari di tutto con Rei, si trovano con una società indebitata fino al collo.
Una perdita di quasi 4 milioni di euro nel 2023 (dovuta in prevalenza alla svalutazione delle immobilizzazioni afferenti al Mercato coperto) e di 648mila euro al 31 ottobre 2024. Un indebitamento complessivo di 8 milioni e mezzo di euro, fra cui ci sono 5 milioni e 430mila verso i portoghesi di Sonae Sierra, 924mila verso le banche e 1 milione e 600mila verso i fornitori.
La Galleria srl potrà gestire quello spazio, di proprietà del Comune, fino al 2050 in base alla convenzione stipulata con l’ente. Ma l’enorme indebitamento getta nubi minacciose su tutta l’operazione, soprattutto considerando che La Galleria, che ha un capitale sociale da 120mila euro, è controllata da una srl, Rei, che ha un capitale sociale di 10mila euro.
I portoghesi hanno venduto a un euro, ma devono avere indietro oltre 5 milioni. Difficile pensare che siano stati abbuonati. Il tutto, probabilmente, rimanda a quegli accordi fra le parti che non è dato sapere, ma che, forse, visto che si parla di una struttura data in convenzione dal Comune fino al 2050, sarebbe opportuno venissero alla luce.