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Post shock contro Calenda: “Cerco R4 rossa per politico dei Parioli”

2 aprile 2025 | 10:32
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Post shock contro Calenda: “Cerco R4 rossa per politico dei Parioli”

L’autore è il promoter reggiano Giammarco Ibatici. Il segretario di Azione: “Lo querelo”. La solidarietà di Guidetti e Tarquini

REGGIO EMILIA – Un post, poi rapidamente cancellato, ha scatenato una polemica di vaste proporzioni. Il reggiano Giammarco Ibatici, noto nel settore degli eventi musicali, ha pubblicato su Facebook un messaggio che evocava il tragico rapimento e omicidio di Aldo Moro, accostando il leader di Azione, Carlo Calenda, alla Renault 4 in cui fu ritrovato il corpo dello statista democristiano.

Nel post, Ibatici scriveva: “Cerco Renault 4 rossa con bagagliaio per leader politico dei Parioli”, un riferimento inequivocabile all’omicidio Moro. La frase, prima di essere rimossa, insieme a tutti i profili social dell’autore, è arrivata sotto gli occhi dello stesso Calenda, che ha immediatamente reagito. Il leader di Azione ha condiviso uno screenshot del post, commentando con sarcasmo: “Bella roba, avanti così, sinceri democratici contro il fascismo”. Successivamente ha aggiunto un altro messaggio più duro: “Ciao sincero democratico. Spero che tu abbia contezza della gravità di ciò che scrivi. Passerò alle competenti autorità”.

L’affermazione di Calenda lascia intendere che potrebbe esserci un seguito giudiziario. L’ex Ministro dello Sviluppo Economico, già in passato bersaglio di insulti e attacchi social, sembra intenzionato a denunciare Ibatici alle autorità competenti. Il post ha suscitato una valanga di reazioni, con quasi 900 commenti sotto il tweet di Calenda, in larga maggioranza di solidarietà nei confronti del politico romano.

L’episodio ha suscitato reazioni anche tra le istituzioni e la politica locale. L’avvocato Giovanni Tarquini, capogruppo della Lista Civica per Reggio e presidente dell’associazione Reggio Civica, ha espresso il suo sdegno ricordando gli anni di piombo e il ruolo di suo padre, giovane magistrato della Procura di Reggio Emilia, impegnato nelle indagini sulle Brigate Rosse. “Il sangue versato è stato quello di umili e fedeli servitori dello Stato, le lacrime quelle dei loro famigliari e amici. Mi illudo che ciò sia sufficiente ad accendere la giusta luce sulle coscienze e a chiedere scusa”, ha dichiarato Tarquini.

Aggiunge il segretario provinciale e regionale di Azione, Claudio Guidetti: “Ibatici non è nuovo a questo tipo di comportamenti: nei mesi scorsi aveva già preso di mira il sottoscritto, con commenti offensivi e provocatori, arrivando persino a citare mia figlia. Lo bloccai senza indugio visto l’insistenza con cui lo faceva e senza motivo alcuno. Ora, però, ha superato ogni limite della tolleranza ed è giusto che le autorità reggiane preposte in materia intervengano. Esprimo la mia piena solidarietà a Carlo Calenda e sono al suo fianco insieme a tutta Azione Reggio Emilia: in politica ci sono avversari, non nemici. Stop all’odio”.