Cronaca |
Cronaca
/

Rogo Inalca, spunta l’ipotesi del dolo

3 aprile 2025 | 18:19
Share0
Rogo Inalca, spunta l’ipotesi del dolo

Il cane del Nia (Nucleo investigativo antincendio) ha trovato una traccia e ora si sta analizzando quel che ha scoperto

REGGIO EMILIA – Il pastore belga Max, il cane del Nia (Nucleo investigativo antincendio) arrivato dalla Sicilia e in grado di fiutare la presenza di idrocarburi, non ha deluso chi nei giorni scorsi lo ha condotto a Reggio Emilia per un sopralluogo sul sito Inalca.

L’animale avrebbe infatti trovato elementi utili a ricostruire la dinamica del rogo che, nella notte tra il 10 e l’11 febbraio scorsi, ha spazzato via il sito industriale di via Due Canali (coinvolgendo anche il magazzino di Quanta) e disperso nelle strade limitrofe frammenti di cemento amianto rimossi dopo circa un mese.

Il riserbo degli inquirenti è totale ma – da quanto apprende la Dire da fonti qualificate – Max, specializzato nella ricerca di sostanze usate per alimentare il fuoco in scenari di incendi dolosi, ha in pochi minuti trovato una traccia, mettendosi a raspare per terra in un punto preciso. A quel punto i vigili del fuoco, che hanno per giorni scandagliato il sito con i loro strumenti senza esito, hanno scavato dove indicato dal cane trovando qualcosa che sarebbe al momento oggetto di accertamenti.

I risultati delle analisi potrebbero quindi incrinare l’ipotesi finora ufficiale che all’origine delle fiamme, che si erano propagate con sorprendente velocità, ci siano state “cause accidentali” (Fonte Dire).