REGGIO EMILIA – Lui cammina a carponi con due protezioni e dei cuscini per riparare i moncherini, mentre la figlia sta in piedi grazie a due scatole di conserva per sardine come protesi rudimentali realizzate dal padre. Siamo in un campo di rifugiati siriano e Mohamed e la figlia sono due profughi fuggiti da una provincia a sud di Aleppo che hanno perso gli arti sotto un bombardamento.